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STORIA E LEGGENDA
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| La chiesa di Santo Stefano,
intorno alla quale si formò il prmo nucleo
del paese |
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| La necropoli di Ruinas, presso
Sant'Elias |
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| Nuragus oggi |
È impresa ardua
riuscire a conoscere l'epoca in cui ebbe origine il
paese di Nuragus, questo a causa della mancanza di documenti.
In assenza di prove certe occorre fare ricorso alla
tradizione, sempre viva presso i nuraghesi, che vuole
il paese formato dai superstiti della città romana
di Valentia, ricordata nell'itinerario di Tolomeo, che,
secondo alcuni scrittori, venne distrutta dai vandali
nel VIII secolo.
Più verosimile sembra l'ipotesi che in seguito
alla distruzione di Valentia, si formarono tante piccole
ville e tra queste quella di Nuragus, dove i superstiti
si localizzarono nelle vicinanze del nuraghe Santu Stevuni,
creando così il primo nucleo del paese, che mantiene
ancora la denominazione di Su Pinnatzu. In seguito il
paese si espanse e assorbì le popolazioni delle
ville vicine che scomparvero.
Queste ipotesi sono avvalorate dalle numerose rovine
presenti nella campagna nuraghese, in particolare presso
Coni, Ruinas, e Sant'Elia.
Una testimonianza sulla vetustà del paese ci
viene data da un decreto di Papa Onorio III (1216-1227)
a mezzo del quale venivano concessi all'Arcivescovo
do Oristano Torgotorio Depuro (1224-1253) dei privilegi
per varie parrocchie, tra le quali quella di Nuragus
con la chiesa di Santo Stefano (11 luglio 1224).
Per quanto riguarda il nome "Nuragus" sembra
plausibile l'ipotesi del Casalis che lo vuole ricavato
dalla molteplicità di nuraghi esistenti nel territorio,
trenta in appena 1900 ettari. |
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